La storia di Nerino pag 2

Nerino si avvicinò a quell’uomo anziano come se volesse esaminare da vicino quelle gocce d’acqua che scendevano dai suoi occhi. Non erano come le gocce d’acqua che aveva visto sui volti dei bambini che strillavano e urlavano per essere caduti. L’uomo teneva ancora il pane nella sua mano e gli occhi fissi all’orizzonte. In un attimo si voltò e fissò Nerino che, colto di sorpresa, si fermò immobile.

L’uomo, con gli occhi ancora lucidi, guardò Nerino davanti a sé.

“Anche tu sei solo?” chiese l’uomo, la voce appena un sussurro. “Vaghi con la tua solitudine in mezzo al mondo?”

Nerino lo fissò coi i suoi occhi gialli e piano piano si avvicinò per sentire ancora una volta la voce dell’anziano. Per la prima volta non sentiva il desiderio di scappare, non aveva paura. L’uomo si chinò verso Nerino e si lasciò sfuggire un lieve sorriso triste. “Siamo in due allora,” disse, accarezzando con delicatezza la testa di Nerino. “Forse è vero viviamo nella solitudine anche se siamo in mezzo a una marea di persone” continuò l’ anziano signore.

Nerino sentì un senso di amore in quella carezza, qualcosa che solo la sua mamma gli aveva fatto provare quando era piccolo: una sensazione pura di essere amato. Per ricambiare il gesto, Nerino strisciò il muso contro la mano dell’anziano.

“Vorrei presentarmi,” pensò il gattino, “io sono Nerino. Mia mamma mi ha chiamato così per via del mio colore e mi diceva spesso: ‘Nella notte scompari ed è un bene, ma durante il giorno stai attento, perché non a tutte le persone piace un gatto nero. Nerino si rese conto che, per quanto volesse comunicare, non poteva in nessun modo parlare con l’anziano.

L’uomo sospirò, poi, con un piccolo gesto d’amore, prese Nerino in braccio e lo mise vicino a lui sulla panchina.

“Non so se questa sensazione di essere perso mi abbandonerà mai,” continuò l’uomo, quasi parlando a sé stesso. “Ma forse, per un momento, possiamo farci compagnia.

Be continued..

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La storia di Nerino

Questa è la storia di Nerino, un gattino randagio che ha scoperto l’amore durante il suo viaggio nella vita. Nerino vagava per le strade di una piccola città italiana, alle porte di un piccolo porto di pescatori. La sua vita era una continua lotta per la sopravvivenza. Da quando era piccolo e la mamma fu portata via dalla strada dovette imparare in fretta a cercare cibo, un riparo sicuro e stare alla larga dai pericoli.

Nerino aveva un bellissimo manto nero come la notte senza luna, con occhi così luminosi che riflettevano le luci del porto. Le sue giornate erano scandite dalla ricerca incessante di cibo e da brevi momenti di riposo in angoli nascosti, lontano dagli sguardi curiosi e dalle mani poco gentili. La vita per lui era un continuo equilibrio tra il bisogno di sopravvivere e la solitudine che si era ormai abituato a sentire come una vecchia amica. Durante la notte si rifugiava dentro una barca, sotto un sedile in legno abbastanza robusto che gli offriva un riparo sicuro dalle piogge improvvise e dal vento che soffiava in continuazione dal mare. Era lì che Nerino trovava un pò di pace, chiudendo gli occhi si lasciava cullare dal suono delle onde e nei suoi sogni sentiva ancora il calore e la protezione di sua madre. Ogni mattina, Nerino si avventurava per le strade strette e acciottolate del borgo, esplorando vicoli e piazzette in cerca di cibo, ormai aveva imparato a contare solo su se stesso. Conosceva ogni angolo, ogni ombra, e ogni persone. Nonostante la sua vita difficile, Nerino era sempre pronto a tendere l’orecchio a nuovi suoni, a scrutare con curiosità ogni movimento intorno a sé. Aveva un cuore grande e una curiosità infinita. Un giorno, dopo un altra esplorazione incontrò un vecchio pescatore, seduto su una panchina di legno, che scrutava l’orrizonte. L’uomo, aveva capelli castani e scompigliati dal vento, gli occhi erano arrossati e con delle strane gocce che scendevano dalle sue paffute guance. La pelle era color marrone dorata mentre le sue braccia sembravano bucce di arancia. In quel momento con le sue dita fini e nodose stava sgranocchiando un pezzo di pane secco.

Be continued…

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Lo status del ricercatore

Il lavoro di ricercatore è una professione tanto affascinante quanto instabile. Faccio parte di questa categoria da quando ho terminato la mia laurea in biologia. Ho intrapreso la via della ricerca, e ora ricopro il ruolo di postdoctoral researcher, o anche Senior Researcher.

Il percorso della ricerca è arduo, competitivo e spesso poco apprezzato. Nonostante l’importanza di ciò che facciamo, c’è chi, come alcuni parlamentari, ha avuto l’audacia di definirlo un hobby. Tuttavia, chi non vive quotidianamente la realtà della ricerca non può comprendere che questa non è affatto un’attività amatoriale. È un lavoro che richiede dedizione, sacrificio e una profonda passione per la scoperta e l’innovazione. Le miei giornate a volte sembrano infinite perché durano anche 10 o 12 ore per non parlare del fatto che molto spesso sei costretto per procedure sperimentali ad andare a lavorare anche sabato e la domenica. Oltre alla mole di lavoro, c’è anche l’incertezza dei contratti. Molto spesso si tratta di borse di studio, contratti a progetto (co.co.pro) o altre forme di collaborazione che non offrono la stabilità che una professione come questa meriterebbe. Nonostante tutto, io come ricercatrice da quasi 20 anni, amo ancora quello che faccio Comunque devo ammettere che alla mia età comincio a cedere come se mi sentissi esausta mentalmente e fisicamente.

Spero che un giorno questo lavoro venga davvero apprezzato e che tutti i giovani possano trovare nella loro passione anche una stabilità e dei contratti degni di valore, come i giorni passati a piangere se qualcosa va storto o passati a ridere se qualcosa va bene. Io lo spero… Più avanti parlerò di più del mio lavoro e tutto quello che lo circonda.

Laura R.

INSIDE OUT 2

“Inside Out 2,” diretto da Kelsey Mann, è il tanto atteso seguito del capolavoro Pixar del 2015. Il film continua a esplorare il mondo interiore di Riley, questa volta concentrandosi sui tumultuosi anni dell’adolescenza, l’età della crescita personale in un mondo visto con occhi diversi. Maya Hawke si unisce al cast, prestando la voce all’ansia, un’emozione centrale che emerge con forza e autenticità.

Trama e Personaggi

La storia segue Riley mentre affronta le sfide dell’adolescenza, inclusa la pressione sociale e la ricerca di approvazione. Ansia, Invidia e Noia sono i nuovi personaggi che compaiono in questo sequel, aggiungendo dinamiche fresche e rilevanti alla narrazione. Ansia da come l ho vista io rappresenta davvero l’ ansia. Più la segui e più ti rendi conto come si possa instaurare in ognuno di noi. Piu la vedi e piu ti porta ansia, riesci quasi ad impersonificarti in lei. Mi sono resa conto quanto l ‘ ansia possa essere distruttiva sé non viene equilibrata da qualche altro sentimento. Quante volte ci facciamo prendere dall’ansia di prestazione e da altre ansie, che quando sono eccessive ci portano molto spesso a commettere errori anche stupidi. Penso che questo film ci possa insegnare a controllare l’ ansia ma non ad eliminarla perche’ tutti i sentimenti hanno un ruolo importante nella nostra vita. Non bisogna vedere l’ansia in modo distruttivo ma come alleata se viene in un certo senso ascoltata.

Animazione e Visual

L’animazione è, come ci si aspetta da Pixar, straordinaria. I dettagli fantastici e i colori vibranti della mente di Riley sono resi con grande maestria, creando un ambiente visivamente affascinante che cattura l’immaginazione degli spettatori di tutte le età

Sceneggiatura e Temi

La sceneggiatura, scritta da Meg LeFauve e Dave Holstein, è acuta e ben bilanciata. Mentre la storia principale si concentra sulle dinamiche interne delle emozioni di Riley, la trama esterna rispecchia i veri dilemmi adolescenziali. Tuttavia, noto che non ci sono grandi innovazioni rispetto al primo capitolo ma è comunque un bel tema da vedere.

Umorismo e Messaggi

Il film mantiene un buon equilibrio tra umorismo e messaggi profondi. Tra scene comiche e scene strappa lacrime c’ e’ un mix di emozioni che rendono il film scorrevole e piacevoli da guardare

Conclusione

“Inside Out 2” e’ una commovente esplorazione dell’adolescenza, arricchita da animazioni spettacolari e personaggi memorabili. Consiglio vivamente di vederlo e riflettere su tutti questi sentimenti che ci appartengono più che mai.

Laura R.

Laghi di Plitvice

Ed eccoci qua nella nostra ultima avventura in Croazia. Se c’è una cosa che devo davvero consigliarvi se venite in Croazia è di andare assolutamente ai laghi di Plitvice, patrimonio dell’UNESCO e dell’ umanità.

L’entrata ai laghi l’abbiamo prenotata online per le 8 del mattino. Vi consiglio vivamente di fare lo stesso, perché acquistare i biglietti sul posto potrebbe essere rischioso; infatti, le fasce orarie delle 9 e delle 10 erano già sold out. Ci siamo svegliati alle 5:00 e, dopo un viaggio di quasi due ore, siamo riusciti ad entrare alle 8:00. È importante non ritardare troppo, perché se si arriva in ritardo si rischia di non essere più ammessi.

Cosa dire dei laghi? Non esistono parole che possano descriverli adeguatamente, ma ci provo. Sono di una bellezza incredibile. L’acqua ha un colore stupendo, che ricorda i paesaggi caraibici. Le cascate sono maestose e affascinanti. I percorsi sono ben segnalati e si cammina su strade fatte di legno o su sentieri.

I laghi, con la loro acqua cristallina di un colore turchese intenso, sembrano usciti da una cartolina dei Caraibi. Il riflesso del sole sulla superficie crea giochi di luce che incantano lo sguardo. Passeggiando lungo i sentieri, si è avvolti dal suono fragoroso e rilassante delle cascate che scendono maestose e ne puoi sentire i loro sbruzzi accarezzarti la pelle.

Ogni angolo del percorso regala una vista mozzafiato, tra ponticelli di legno che attraversano ruscelli limpidi e sentieri che si snodano attraverso la rigogliosa vegetazione. L’aria è fresca e profumata di natura, e ogni passo rivela nuove meraviglie, rendendo l’esperienza unica e indimenticabile. Noi abbiamo fatto il percorso C che è più completo e parte dall’entrata 1 e dura circa dalle 4 alle 6 ore. Include il traghetto e il treno che ti riporta all’ entrata 1. Non consiglio il percorso A e B troppo breve e poco esplorativo. Per chi è più allenato e non ha bambini, consiglio il percorso K e H che durano circa 8 ore. Comunque è un esperienza che rifarei di nuovo utilizzando un altro percorso perché alla fine sono ben 18 km da dover percorrere in lungo e in largo.

Laura R. And Christian N.

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Baška e Vela Luka

In questo viaggio in Croazia, una delle tappe imperdibili è stata l’isola di Krk. Dopo un breve tragitto di 20 minuti su un taxi boat, un gommone da 10 posti, siamo finalmente approdati nel pittoresco villaggio di Baska. L’esperienza del viaggio è stata estremamente divertente, soprattutto per mio figlio che, con gli occhi pieni di meraviglia, osservava la vastità del mare e la bellezza del paesaggio circostante. Se fosse stato per lui, avremmo navigato sul gommone per ore.

Man mano che ci avvicinavamo a Baska, la vista della spiaggia, che si estendeva in una perfetta mezzaluna, ci ha lasciato senza fiato. Una volta sbarcati, non abbiamo perso tempo e ci siamo diretti subito verso la spiaggia, scoprendo una distesa di sabbia mista a ciottoli bianchi di ghiaia. Tuffandoci nelle acque limpide, abbiamo potuto notare che i fondali erano sabbiosi, rendendo il bagno ancora più piacevole.

Il mare di Baska è un vero spettacolo per gli occhi: una tavolozza di colori che va dal verde al blu scuro, sempre cristallino e incredibilmente pulito. Il paesaggio che ci circondava era elettrizzante, con vecchie case e chiese che si integravano perfettamente nella natura incontaminata dell’isola.

La passeggiata lungo mare è stata altrettanto piacevole. Camminando con tranquillità, abbiamo attraversato una serie di ristoranti e negozi locali, dove l’atmosfera accogliente e genuina ci ha fatto sentire subito a casa.

Dopo tre ore passate tra bagni e camminate abbiamo ripreso il nostro tax boat per andare a vedere la spiaggia di Vela Luka. Ci abbiamo messo circa 10 minuti per arrivarci. Vela Luka è l opposto di Baska, non ci sono case né chiese solo un piccolo Barretto dove prendere qualcosa da bere e mangiare. La spiaggia è ampia e pulita sembra un piccolo paradiso. Il mare è bianco verde e cristallino, sembra di essere in paradiso. La spiaggia non è sovraffolata perché i taxi boat si danno il cambio.Noi ci siamo accampati per così dire sotto una grotta per riparlarci dal sole, era ben areata e spaziosa. Dopo due ore torniamo a Sinj sempre con il nostro taxi boat. Bellissima escursione, bellissima esperienza, la rifarei ancora.

Laura R. And Christian N.

Novi Vinodolski

Un’altra tappa del nostro viaggio in Croazia. Abbiamo trovato anche un nuovo compagno. Questo dolce cane bianco ci viene a trovare al mattino e alla sera quando torniamo. Non abbaia mai, si avvicina e si siede vicino a noi. Prima di partire gli diamo ormai qualcosa da mangiare come un biscottino e un po’ di carne, mentre alla sera mangia tutto quello che mangiamo noi. Oggi, 11 luglio, siamo stati a Novi, una città che dista circa 25 minuti da dove abbiamo preso casa noi. Novi è una città divisa in due: sulla collina si trova la parte vecchia, mentre lungo il porto c’è la parte più moderna con hotel e ristoranti. Questo contrasto la rende particolare, la vedo come un prolungamento tra il passato e il futuro senza interruzione del tempo.

Non esiste una vera e propria spiaggia, ci sono delle zone di sasso e ciotoli vicino al mare ma molta gente preferisce stare sotto i Pineti che danno più ombra e sono più areati. Di questa esperienza mi porto la bellissima nuotata che abbiamo fatto io e mio figlio per raggiungere l’ isolotto che si trova in mezzo al mare. Sono orgogliosa di mio figlio che ha nuotato per mezz’ ora è più per arrivarci perché inconsapevolmente avevamo scelto il tragitto più lungo. Al ritorno abbiamo scelto la strada più breve e in circa 20 minuti siamo arrivati alla spiaggia. L’isolotto ha una sola piccola chiesa, la Chiesa di San Marino, che è dedicata al santo omonimo e risale al periodo gotico. Su un’iscrizione in pietra del III o IV secolo, viene menzionato il nome dell’imperatrice romana Elena. Si può girare l’isola a piedi e ci sono lungo il perimetro circolare sette panchine. Qui il silenzio del mare e la tranquillità all’interno della chiesa ti danno una pace e una serenità che senti in profondità. Per un periodo di tempo che sembra un’eternità, per uno strano motivo a noi sconosciuto, non hai più pensieri e paure. Non ci si parla ma si ammira in silenzio ogni cosa. Esperienza mistica ed emozionante sia per me che mio figlio.

Laura R. And Christian N.

Nehaj Fortress

Mi sono svegliata molto presto la mattina del 9 luglio 2024, disturbata da un gran frastuono proveniente da fuori. Alzandomi dal letto, sentii chiaramente l’ululato del vento che si insinuava attraverso i vetri chiusi. Uscendo, potei vedere gli alberi che erano piegati e mossi dalla furia del vento, le foglie turbinavano nell’aria e il rumore era assordante. Guardando quelle condizioni avevo capito che era impossibile andare al mare a farsi un bagno. Così dopo, io e mio figlio decidemmo di andare a vedere la fortessa di Nehaj che dista a solo 6 minuti di macchina e si trova nella città di Senj. Il castello fu costruito nel 1558, ed è un imponente struttura che ha giocato un ruolo cruciale nella difesa contro le invasioni ottomane e i pirati durante il XVI secolo. La fortezza si trova su una collina che domina la città e offre una vista panoramica spettacolare. La fortezza fu costruita in una posizione strategica, da sopra si può vedere il mare, la città e le colline circostanti. Da fuori si poteva vedere e toccare la sua architettura massiccia e robusta, con muri spessi e torri di guardia che permettevano ai difensori di avvistare i nemici da lontano. Quando siamo entrati, potevamo toccare con mano la storia della regione e delle sue battaglie, nonché la vita quotidiana dei soldati che la presidiavano. Le sale si trovavano sia al piano terra che al primo piano e in esposizione c’erano armi, armature, documenti storici e modelli della fortezza. Non sentivamo neanche il vento che continuava imperterrito ad alzarsi. Era tutto silenzioso e ovattato, e ci sentivamo al sicuro qui dentro. Le scale che portavano al piano superiore erano di mattoni e strette, permettendo il passaggio di una sola persona alla volta, richiedendo attenzione per non inciampare. Salendo, siamo sbucati sulle torri, dove il vento era impressionante, quasi assordante nella sua forza. Da lassù, la vista era spettacolare, i nostri occhi erano abbaglianti da tale bellezza: il mare e il paesaggio circostante ci facevano sentire come se fossimo tornati indietro nel tempo, vivendo un pezzo di storia. Il piccolo terrazzo con i suoi muri ci portavano da una torre all altra facendoci vedere il panorama a 360 gradi. Visitare la fortezza di Nehaj è stata un esperienza affascinante e da un lato fui contenta che c’era il vento, perché da lassù è tutto più vasto.

Laura R. And Christian N. 

 

Croazia p2

C è un po’ di vento su queste colline che non hanno tempo. Senti il rumore delle foglie mentre gli uccellini cantano, volano e saltano. L’ aria è fresca c’è un po’ di brezza che si spinge verso il mare. Il mare lo vedi da queste colline, sembra di toccarlo con una mano ma per arrivare devi saper camminare. Non è così semplice raggiungerlo. Tante scale dovrai fare ma è sempre lì che ti aspetta come se ti volesse accarezzare. Scendi, scendi verso il mare per trovare un po’ di pace. Lo ammiri, lo accarezzi non te lo lasci mai scappare. Nuoti, nuoti senza sosta perché l hai visto e il suo odore sa di sale che ti si appiccica sulla pelle e te lo tieni adosso finché te lo lasci alle spalle. Le ore passano, vanno veloci come le rondini sopra le onde. Non te ne accorgi ma il tempo è già passato. Lo saluti, questo mare pieno di sassi da attraversare, promettendogli che domani ritorni a ritrovarlo.

Laura R. And Christian N.

Croazia

Croazia

Senj

Partiti per un nuovo viaggio, stavolta abbiamo puntato sulla Croazia. Siamo partiti alle 9 da Milano, diretti a Senj, in Croazia. Il viaggio è iniziato presto, con tutti noi contenti per questa nuova avventura. Abbiamo deciso di partire in macchina e, per nostra fortuna, non abbiamo trovato molto traffico.

Vicino a Trieste ci siamo fermati per sgranchirci un po’ le gambe e per prendere il tagliando che ci permette di attraversare la Slovenia in macchina. Il cielo era limpido e c’era molta afa, lo si sentiva appena scesi dalla macchina. Dopo aver mangiato i nostri panini fatti in casa, siamo ripartiti, non vedendo l’ora di arrivare e farci un bel bagno in mare. Attraversiamo la Slovenia seguendo la rotta E61, che alla fine non è altro che una superstrada a una corsia, con molte curve e rettilinei. Alla fine ci troviamo in Croazia, dove prendiamo l’autostrada. Dopo aver passato Fiume, Cirquenizza e Novi, arriviamo a Senj. Non abbiamo nessuna difficoltà a trovare il nostro appartamento. Una signora del posto molto gentile ci riceve e ci mostra l’appartamento. Il tempo di sistemare le valigie, che ci mettiamo il costume e subito verso il mare che dista soli 5 minuti a piedi. Come la maggior parte delle coste in Croazia, per raggiungere il mare dobbiamo prendere delle stradine in discesa, molto strette fatte con ciottoli di mattoni. Il desiderio e la voglia di tuffarci non ci lasciano il tempo di pensare alla strada. Sono le 17.30 di pomeriggio e il nostro unico pensiero è l’acqua. Nel scendere ci mettiamo in fila indiana e passo dopo passo arriviamo alla piccola spiaggia. Sapevamo già che non avremmo trovato sabbia e ombrelloni ad attenderci, ma sassi, tanti sassi. Eravamo già attrezzati con scarpe adatte per i sassi e i fondali rocciosi. Non appena toccata l’acqua, la freschezza del mare ci avvolge e ci rinvigorisce immediatamente, cancellando tutta la stanchezza del viaggio. Il mare è cristallino, di un azzurro intenso che riflette il cielo serale con il sole che sta andando verso un nuovo orizzonte. Siamo così felici di essere finalmente arrivati. Adesso non vediamo l’ora di continuare il nostro viaggio.

Senj 5 jul 2024

Laura R. And Christian N.